PREDICE LA CONVERSIONE DI UN MARITO
1574 27. Andava un giorno Francesco alle Celle di
Cortona, seguendo la strada che scorre ai piedi della cittadina
di Lisciano, presso il luogo dei frati di Preggio. E accadde
che una nobildonna di quella città scese in fretta
per parlare al Santo. Uno dei frati, vedendo la signora che
si avvicinava, stanca per il viaggio, disse a Francesco: «Padre,
per amore di Dio, aspettiamo quella signora che ci segue per
parlare con te, ed è così affaticata».
Francesco, da uomo pieno di carità e di compassione,
si fermò ad attenderla. E nel vederla appressarsi trafelata
e animata da fervore e devozione grande, le disse: «Cosa
posso fare per te, signora?». Rispose la donna: «Padre,
ti prego di darmi la tua benedizione». Riprese Francesco:
«Sei maritata o sei nubile?». E lei: «Padre,
è molto tempo che il Signore mi ha dato la volontà
di servirgli, ho avuto e ho ancora un desiderio grande di
salvare l'anima mia. Ma ho un marito assai crudele e nemico
a se stesso e a me per quanto riguarda il servizio di Cristo.
Così un vivo dolore e un'angoscia mi affliggono l'anima
fino a morirne».
Francesco, considerando lo spirito fervoroso di lei, soprattutto
vedendola così giovane e di fisico fragile, fu mosso
a pietà di lei, la benedisse e l'accomiatò con
queste parole: «Va' pure; troverai tuo marito in casa,
e gli dirai da parte mia che prego lui e te, per amore di
quel Signore che soffrì la passione di croce per noi,
di salvare le vostre anime vivendo a casa vostra».
La donna se ne andò. Entrata in casa, vi trovò
il marito, come le aveva detto Francesco. Questi le domandò:
«Da dove vieni?». E lei: «Vengo da un incontro
con Francesco. Mi ha benedetta, e le sue parole mi hanno consolata
e allietata nel Signore. Inoltre mi incarica di esortarti
e pregarti a suo nome che ci salviamo l'anima rimanendo in
casa nostra».
A quelle parole, per i meriti di Francesco, la grazia di Dio
scese subito in cuore a quell'uomo. Rispose egli con molta
delicatezza e bontà, completamente trasformato da Dio:
«Signora, d'ora in poi, nel modo che vorrai, mettiamoci
a servire Cristo e salviamoci l'anima, come ha raccomandato
Francesco». La moglie soggiunse: « Signore, mi
sembra bene che viviamo in castità, virtù che
molto piace a Dio e procura una grande ricompensa».
Concluse l'uomo: «Se piace a te, piace anche a me. In
questo e in ogni altra opera buona, voglio unire la mia volontà
alla tua».
Da quel giorno per lunghi anni i due vissero in castità,
facendo generose elemosine ai frati e agli altri poveri. Non
solo i secolari, ma anche i religiosi si stupivano della santità
di quei coniugi, soprattutto perché l'uomo, da mondano
che era prima, d'un tratto era divenuto così spirituale.
Perseverando in queste e in ogni altra opera buona sino alla
fine, morirono a pochi giorni di distanza l'uno dall'altra.
E si fece un gran compianto su di essi, per il profumo emanato
dalla loro vita di bontà, lodando e benedicendo il
Signore, che aveva largito loro, fra molte altre grazie, quella
di servirlo in intima concordia. Non furono separati nemmeno
nella morte, poiché si spensero l'uno appresso all'altro.
E fino ai nostri giorni quelli che li conobbero li ricordano
come dei santi.